con Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric. Regia di Roman Polanski, Francia / Italia, 2019

Basato sul romanzo / documento di Robert Harris, è la drammatica narrazione di uno scandalo che sconvolse non solo le alte gerarchie dell’esercito francese, ma anche la società intellettuale e civile della Francia di fine ‘800.

Polanski, che collabora alla sceneggiatura con lo stesso Harris, coglie l’occasione per riproporre l’argomento doloroso e, ahimè, sempre tristemente attuale, della latente, continua, larvata ma ossessiva persecuzione degli ebrei in una Europa testimone, protagonista e teatro, solo pochi decenni dopo, dell’apoteosi dell’orrore. La problematica è sempre presente, sembra sottolineare con insistenza.
E il suo protagonista, uno splendido Dujardin, che lascia per l’occasione i ruoli scanzonati della commedia, per dare corpo e spessore al vero “hombre vertical”, non si accontenta di indagare sulla ambigua figura del soldato Dreyfus sospettato di spionaggio; e nonostante non abbia difficoltà a rivelare allo stesso la sua scarsa simpatia per gli ebrei, non esita a mettersi in prima linea, sfidando gerarchie militari e pagando di persona la propria inflessibile onestà nella ricerca del vero colpevole. La narrazione si svolge con colpi di scena che sembrano non finire mai, sempre a svantaggio del protagonista e del povero Dreyfus. I militari fanno barriera senza voler abbandonare una tesi sbagliata dall’inizio, ma che nella strenua difesa della quale rischiano veramente di metter in pericolo la salvezza del Paese.

Applaudito e premiato all’ultima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, è un film che unisce alla trama poliziesca una piacevole e accuratissima ricostruzione di ambienti, personaggi e atmosfere, senza la minima concessione all’olografia di una Belle Époque che appare solo sullo sfondo.

Non tralasciate di leggere i titoli di coda, che mostrano un notevole dispiegamento di professionalità non solo artistiche, testimoniato dalla partecipazione di un numero strabiliante di attori provenienti dalla Comédie Française, ma anche la collaborazione di uno stuolo di maestranze di tutte le arti e mestieri dello spettacolo.

Eccezionale la fotografia e non ultima la musica, che nella progressione sempre più lugubre e ossessiva pare anticipare le catastrofi che avrebbero funestato il nuovo, e breve, secolo alle porte.
Un film da non perdere.

 

by manu52

 

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