Premessa: questo blog ha un debole per Carlo Verdone, quindi recensione, giudizio e voto di questo suo ultimo film, possono essere alterati da tale pregiudizio positivo.

Ciò premesso, cominciamo col dire che “Benedetta follia” è una divertente commedia vecchio stile in cui il protagonista (Verdone, ca va sans dire), lasciato dalla moglie, cerca di scoprire un nuovo universo femminile. Al solito, c’è un po’ di Alberto Sordi, e un po’ di solita glorificazione del trash con la pur brava Ilenia Pastorelli.

Guglielmo, specchiata ipocrisia da democristiano anni ’60 ma insoddisfatto della sua vita….. canonica (è proprio il caso di definirla così), commercia oggetti sacri e vive tristemente. Improvvisamente, ma mica tanto, è lasciato dalla moglie (Lucrezia Lante delle Rovere) che dopo 25 anni scappa con la commessa del negozio di lui. Così il protagonista inizia il suo girovagare in una città delle donne che non conosce e in cui non si riconosce, tanto da trasformarla nella sua mente in un balletto psichedelico. Dalla nuova burina commessa del negozio (Ilena Pastorelli) alle assatanate donne da appuntamenti al buio trovate nelle app. di incontri, fino all’infermiera buona e bella (la sempre brava attrice Maria Pia Calzone). Carrambate finali e lieto fine prevedibili.

A parte qualche caduta di stile modello cinepanettone, il film fa letteralmente sbellicare dalle risate, almeno in alcune scene tipiche della commedia di Verdone, arrivato quasi alla sua trentesima fatica. Come sempre, il film è anche una sequenza di sottolineature su tic, vizi e cafonerie di questa nostra epoca “smart phone oriented”.

Per chi vuole trascorrere due orette di risate senza pensare troppo, e soprattutto senza angustiarsi ulteriormente se prima ha seguito un qualunque TG di questi giorni, diciamo che un film di Verdone al cinema è probabilmente oggi la soluzione migliore.

Voto (scala da 0 a 5 stelle): 4

 

 

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